RESTITUIRE IL SARNO ALLE SUE GENTI
L’intento dell’Associazione Amici del Sarno è la restituzione del fiume ai suoi cittadini, facendolo riemergere dalla rimozione generale, attraverso la promozione di un’intelligenza collettiva che mobiliti le istituzioni, i cittadini, le associazioni e tutti gli altri attori sociali, culturali ed economici.
Compito, quindi, dell’Associazione è la costruzione di nuove forme di alleanze tra istituzioni locali, mediante modelli di governance partecipati e democratici, orientati ad un governo efficiente ed efficace del sistema fluviale del Sarno.
Il risanamento del Sarno è un obiettivo decisivo non solo per il ripristino di un’adeguata qualità dell’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini, ma anche per il complessivo sviluppo del territorio interessato.
Il degrado del fiume, infatti, ha conseguenze significative in tutti gli ambiti delle attività antropiche.
Per tale motivo, nel 1992, il territorio compreso nel bacino idrografico del Sarno è stato dichiarato “area ad elevato rischio di crisi ambientale”.
CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL FIUME SARNO
Il fiume Sarno è lungo circa 26 km (considerando anche gli affluenti Cavaiola e Solofrana e tutti gli atri torrenti e canali si raggiungono 170 km complessivi di corsi d’acqua), il suo bacino idrografico comprende 39 comuni e tre province: Napoli, Salerno ed Avellino, la cui popolazione assomma complessivamente a circa 750.000 abitanti.
Le Sorgenti dalle quali nasce il Sarno sono tre: del Palazzo, della Foce e di San Marino. Dell’intera quantità d’acqua emessa da queste tre sorgenti soltanto il residuo 13% scorre nell’alveo del fiume, l’altro 87% è stato captato.
PATRIMONIO STORICO COME FONTE D’IDENTITA’
L’antropizzazione incontrollata della Valle del Sarno, la crescita a lungo non governata degli insediamenti industriali, la progressiva banalizzazione del corso principale del fiume e dei suoi affluenti, hanno condannato il Sarno ad una lunga agonia.
Il Sarno, tuttavia, rappresenta, per le città che attraversa, una memoria ed un’identità mai del tutto smarrite.
L’azione di bonifica dell’intero bacino idrografico costituisce, per la Valle che il Sarno denomina, non solo l’occasione per recuperare questa memoria offesa, ma anche l’opportunità per la costruzione di un’identità forte e condivisa, che sia di guida allo sviluppo dell’intero territorio.
Il complesso sistema idrografico del fiume e dei suoi affluenti disegna sul territorio un fitto reticolo di vie d’acqua, in gran parte frutto dell’intervento umano.
Il villaggio insulare “La Longola” dell’età del medio bronzo, la rettifica borbonica del basso corso del Sarno, i mulini idraulici, le vasche di recapito, i fossi, i controfossi, le dighe, le traverse, i lontri (tipiche imbarcazioni locali) costituiscono alcuni esempi, in parte scomparsi ma ancora fulgidi, dell’immenso patrimonio storico accumulato dal Sarno nel corso dei millenni.
Questo patrimonio della memoria, della tecnica e della cultura, generato dal Sarno nel corso del tempo, deve essere recuperato nella reinterpretazione del territorio conseguente alla bonifica ed alla recente istituzione del “Parco fluviale del Sarno”.
RUOLO, ATTIVITA’ E SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DEL SARNO
Il ruolo d’elezione dell’Associazione Amici del Sarno è quello di cerniera, sia tra le istituzioni locali, sia tra queste ultime e quelle nazionali, un luogo di confronto, di dibattito e di proposta, dunque, che veda fortemente coinvolti, in tutte le politiche e gli interventi riguardanti il fiume ed il suo territorio, i cittadini, le associazioni e tutti gli altri attori sociali, culturali ed economici già ricordati.
L’Associazione Amici del Sarno si prefigge, innanzitutto, lo scopo di promuovere, in tutte le sedi deputate, la realizzazione, nei tempi stabiliti, della bonifica complessiva del bacino idrogeologico del Sarno; si propone, poi, la tutela e la valorizzazione dell’intero ecosistema fluviale, puntando al ripristino della flora e della fauna preesistente al degrado.
Altri obiettivi strategici dell’Associazione sono:
La mitigazione del rischio idraulico e la tutela quantitativa delle acque
Le frequenti inondazioni di considerevoli aree di territorio, le subsidenze in alcune zone del bacino imbrifero, dovute ad incontrollati prelievi idrici dalle falde, e le ingenti captazioni delle sorgenti rendono indispensabili, in tempi brevi, una serie di azioni di ridefinizione delle sezioni fluviali, la realizzazione di casse di espansione con valenza ambientale e paesistica, interventi urbanistici ed agroforestali volti anch’essi in quest’ultima direzione e, soprattutto, una razionale gestione integrata delle acque, che garantisca, al contempo, le portate di minima necessarie per la qualità ecologica e per la fruibilità delle vie d’acqua.
La consistente riduzione degli apporti inquinanti
L’abbattimento degli apporti inquinanti derivanti dagli scarichi industriali potrà essere realizzato soltanto mediante l’incentivazione e/o imposizione di una tecnologia eco-compatibile, il corretto funzionamento dei depuratori a piè di fabbrica ed il completamento e/o adeguamento delle opere riguardanti la realizzazione delle fogne, dei collettori e dei depuratori generali.
L’apporto inquinante degli scarichi civili potrà essere adeguatamente abbattuto mediante il completamento e la messa a regime del sistema depurativo già previsto.
L’abbattimento dell’inquinamento diffuso, derivante dall’uso intensivo di concimi chimici e fitofarmaci utilizzati in agricoltura, percolati nelle falde di superficie o sversati nella rete idrografica, a seguito del dilavamento dei terreni messi a coltura, insieme alla grande quantità di rifiuti solidi e liquidi abbandonati lungo le sponde dei corsi d’acqua, o nella stessa rete idrografica, rendono necessaria una sostanziale revisione delle tecniche e dei prodotti utilizzati in agricoltura, mentre, per quanto riguarda i rifiuti solidi e liquidi abbandonati o sversati lungo le rive o nel corso del fiume, degli affluenti e dei canali, è necessaria una capillare opera di controllo e repressione dei comportamenti illeciti.
Il dragaggio del fiume, degli affluenti e dei canali
Nel corso degli ultimi decenni si è sedimentata sul fondo dei circa 170 km di vie d’acqua che costituiscono il sistema fluviale del Sarno una quantità impressionante di fanghi, in gran parte altamente pericolosi (cromo esavalente, idrocarburi, metalli pesanti etc.), si stima, infatti, sia di almeno 1.500.000 mc3 il volume di fanghi accumulatisi nel tempo.
L’opera di dragaggio costituirà uno degli impegni più onerosi e delicati dell’intera opera di bonifica, il prelievo di questi sedimenti richiederà, dopo un’opportuna caratterizzazione, delle modalità che contemperino le ragioni della sicurezza con quelle del rispetto dell’ecosistema e degli alvei dei corsi d’acqua interessati.
Sarà indispensabile individuare dei siti di stoccaggio assolutamente sicuri e, durante l’attività di escavazione, bisognerà fare in modo che la parte liquida percolante possa essere opportunamente recuperata ed inviata alla depurazione. Altro problema connesso al dragaggio riguarda il pericolo di possibili dispersioni di polveri altamente tossiche, per tale motivo sarà necessario prevedere un confezionamento ed una movimentazione assolutamente sicuri dei materiali ottenuti dal dragaggio.
Il monitoraggio e l’informazione sui lavori in corso
Altro compito dell’Associazione è il monitoraggio e l’informazione sui lavori che riguardano il completamento dei depuratori, la realizzazione dei sistemi fognari, assenti su circa il 75 % del territorio dell’intero bacino e la realizzazione delle opere di collettamento delle fogne nei depuratori.
La diffusione di una visione condivisa dello sviluppo sostenibile
La sfida più grande nel processo di bonifica non è di natura tecnica ma di ordine politico-culturale.
E’ necessario un potente colpo d’ala per accelerare questo processo di risanamento e riqualificazione, che possiede una doppia natura:
- culturale: che fornisca occasione di confronto, dibattito e sintesi dei diversi orientamenti espressi dagli attori coinvolti (istituzioni locali e nazionali, associazioni ambientaliste, culturali, di categoria, cittadini, scuole)
- politica: attraverso nuovi istituti di pianificazione (ad esempio Contratti di Fiume, Patti Ambientali Locali P.A.L. etc.) orientati all’attivazione delle più ampie e proficue sinergie istituzionali.
L’attività didattica e di sensibilizzazione
L’Associazione promuoverà nelle scuole di ogni ordine e grado una collaborazione volta alla realizzazione di iniziative didattiche riguardanti lo studio dell’ecologia fluviale ed il recupero della memoria storica del Sarno.
ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE “FIUME SARNO”
Il più forte segnale di rinascita del fiume Sarno è stato l’istituzione del Parco Regionale “Fiume Sarno”.
Il risanamento dell’intero bacino idrogeologico e la rinaturazione di molte aree di territorio fluviale, insieme all’istituzione del Parco, fanno si che il Sarno possa essere di nuovo trattato come una risorsa complessa ed una fonte di sviluppo.
Questo Parco, che si caratterizza per la forte presenza di aree urbanizzate all’interno dei suoi confini, diventa occasione d’interruzione della progressiva artificializzazione del reticolo idrografico ed, anzi, procede verso il recupero della originaria naturalità degli ambienti fluviali (ove possibile), mediante opere di ingegneria naturalistica, riforestazioni, e recupero della flora e della fauna autoctone.
L’Ente parco favorirà nelle aree fortemente urbanizzate, presenti all’interno dei confini di sua competenza, una riqualificazione del tessuto urbano che consenta, al contempo, la presenza di corridoi ecologici necessari alla conservazione della continuità dell’ecosistema fluviale.
Il Parco, diventa, così, generatore di nuovi spazi pubblici, di nuovi paesaggi urbani, rurali e naturalistici di alta qualità, diventa, quindi, generatore di una maggiore fruibilità di un territorio a lungo negato.
La complessiva valorizzazione del territorio, conseguente alla bonifica del bacino idrogeologico del fiume Sarno, insieme agli interventi attuati dall’Ente parco nella stessa direzione, mediante la rinaturazione appena ricordata, la costruzione di piste ciclabili, di aree attrezzate per la ricreazione in prossimità delle rive, di percorsi eno-gastronomici, sportivi ed educativi, favoriranno certamente un netto miglioramento della qualità della vita, oltre che un favorevole effetto sulle dinamiche dell’economia locale.
Il Vice Presidente
Carmine Ferrara
domenica 13 luglio 2008
Il Sarno da vincolo ad opportunità.
ASSOCIAZIONE AMICI DEL SARNO
Un progetto a salvaguardia della vita
L’associazione Amici del Sarno nasce per promuovere, nell’intero bacino idrografico interessato dal fiume, il risanamento, la tutela e la protezione dell’ambiente e dei beni culturali che vi insistono, oltre che la valorizzazione del corso d’acqua, dei suoi affluenti e di tutto il comprensorio che gli appartiene.
Si avvale della partecipazione e dell’iniziativa degli enti locali e pubblici operanti sul territorio, di quella dei cittadini, delle associazioni e della società civile.
Mediante l’attuazione di strategie miranti a supportare l’opera di bonifica del Sarno avviata dalle istituzioni, ma anche la realizzazione di specifiche progettualità, finalizzate a rendere possibile il ripristino dell’ecosistema ed il recupero della qualità della vita e della salute, si prefigge lo studio, la ricerca, il dibattito, l’informazione, la formazione, l'aggiornamento culturale, l'organizzazione di incontri, manifestazioni, convegni e attività che possano favorire il raggiungimento degli obiettivi che si propone.
In tal senso si rivolge alla sensibilità ed alla creatività dei singoli e dei gruppi sociali, affinché, aderendo o sostenendo liberamente, in qualsiasi forma e maniera, la crescita di questo progetto, possano compiere un percorso di ricerca e d’impegno civile, attraverso la difesa della vita per la propria e per le future generazioni.
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